L’Artusiana, festa ospitale come le polpettine di Pellegrino

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Esperienza unica , datemi retta. La festa Artusiana di Forlimpopoli ha trovato un formato ideale dove vengono dosati con sapienza interventi culturali, presentazioni di libri, degustazioni, performance teatrali e stand per la vendita. Quello che, invece, abbonda è il buon gusto rappresentato dalla suggestione scenografica di una cittadina tra le più belle della Romagna. La Rocca, illuminata di sera, si erge imperiosa al centro del paese con torrioni e camminamenti che per l’occasione ospitano anche un ristorante e la fossa, in basso, dove si alternano spettacoli per grandi e piccini. E nella corte della Rocca si trova quel gioiellino architettonico dell’Ottocento, il teatro Verdi che, appena inaugurato, fu una delle mète preferite del Passatore, bandito romagnolo che del furto fece il suo mestiere.

Otto tavoli a testa per chi ha ottenuto uno stand di gastronomia in piazza Artusi: questa è la regola. E i clienti che vogliono mangiare aspettano o si arrangiano. Ma non ho mai visto nessuno lamentarsi o fare storie. Alla fine, all’Artusiana, tutti trovano la loro tavola, che sia quella di uno stand, di una trattoria improvvisata o di uno dei tanti ristoranti di Forlimpopoli. C’è anche chi si siede sul prato con piatto e forchetta e, senza perdersi troppo in lamentele, via che va a gustare le bontà che si possono assaggiare solo alla festa. La qualità della cucina è garantita. In tanti anni che vado alla festa non ho mai trovato un piatto cucinato male, con prodotti scadenti o tirato via. Anche i dettagli sono curati: le torte, gli assaggi, i bicchieri di vino, hanno tutti un loro perchè.

E’ un piacere fermarsi ad ammirare gli scorci di una cittadina ricca di storia ed esteticamente molto suggestiva. Ha un’eleganza che si sposa con l’ospitalità, come quelle polpettine all’Artusi che sono state offerte dopo la presentazione del libro “Storia della cucina italiana”, carne tritata con uva passa e pinoli, che a dirlo così sembrano un’astruseria, ma ad assaggiarle si va dritti dritti in paradiso.

(nella foto Giordano Conti presenta il libro di Massimo Montanari “Le ricette della tavola” Laterza)

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