Siamo su scherzi a parte

Continuano le sceneggiate e nessuno si preoccupa di quello che sta succedendo a livello economico a partire dallo spread

Sei su scherzi a parte. Continuo a pensare che qualcuno, prima o poi, ce lo dirà. Non dovrebbe essere altrimenti visto lo spettacolo che tutti i giorni e più volte nel corso delle ventiquattro ore ci regalano i nostri governanti. Quello offerto da chi guida il paese è uno spettacolo indecoroso. Non ricordo niente di simile. E il comportamento non può certo essere giustificato dalla continua competizione elettorale. A tutto c’è un limite. Anzi, dovrebbe esserci.

Il problema non sono le litigate fra Salvini e Di Maio. Se fossero fine a se stesse non me ne fregherebbe un fico secco. Il problema è che ci sono delle gravi ripercussioni sul paese. La prima è la reazione dei mercati. Nei giorni scorsi lo spread si è avvicinato da 280, oggi (alle 13,30) era a 269. Ma abbiamo voglia di scherzare. L’aumento degli interessi pesa sulle casse dello Stato e drena risorse che potrebbero essere utilizzate in tantissimi modi. Per assurdo, verrebbe da pensare a una class action.

https://www.lavocedinewyork.com/news/politica/2018/03/05/di-maio-e-salvini-le-prime-parole-da-vincitori-lontani-ma-forse-non-troppo/


Del resto, se Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha detto (ieri su Milano Finanza) che sui mercati l’Italia è sottovalutata un motivo dovrà pur esserci. Sarebbe utile che qualcuno si facesse una domanda e si desse una risposta. Invece continuiamo a preoccuparci dello stuzzicadente e a non vedere la trave.

Un po’ di responsabilità c’è l’hanno anche i giornali che continuano a preoccuparsi degli sproloqui dei due vicepremier facendosi dettare l’agenda. Eppure sanno che c’è anche molta sceneggiata. Se non fosse così da un pezzo di sarebbero restituiti foto e regali. Invece continuano a stare uniti. Lo scrive anche Marcello Sorgi oggi su La Stampa in un fondo titolato Lega e 5 Stelle in cerca di una nuova intesa”.

Il problema è quale tipo di accordo si vuole e si potrà ottenere. Fino ad ora sono state fatte politiche in deficit. Il problema non è il ricorso al deficit che, comunque, visti i nostri conti,  andrebbe ponderato meglio. Ma il rapporto costi/benefici. Si può anche scegliere di aumentare l’indebitamento, ma per una strategia forte. Che abbia un importante ritorno economico. Con una crescite di zero virgola non si va da nessuna parte. Anzi, si va sbattere.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli.