Oltre il sessanta per cento dei commercianti cesenati è pessimista sul futuro. Emerge dalla consueta indagine fatta dalla Confesercenti. C’ è pessimismo sul futuro nonostante la maggior parte delle aziende giudichi il 2025 sufficiente. Questo significa che il sistema economico cesenate ha assorbito gli effetti della crisi degli ultimi anni senza però riuscire ad avviare una vera fase di crescita. “Ormai ci accontentiamo di non andare peggio” ha detto Cesare Soldati, presidente della Confesercenti di Cesena. A pesare sono, soprattutto, il calo dei consumi, l’ aumento del costo della vita e la riduzione della capacità di spesa delle famiglie.
Oltre alle difficoltà congiunturali emergono criticità strutturali: burocrazia, pressione fiscale, costo del lavoro, affitti elevati e difficoltà a reperire personale qualificato.
Alla luce di quello che è emerso, Confesercenti propone di: ridurre il peso fiscale e burocratico, sostenere i consumi delle famiglie, rendere i centri urbani più attrattivi , favorire la nascita di nuove imprese.
Tra i temi toccati c’è anche quello della sosta, allarme non condiviso dal sindaco che ha ricordato che c’è il parcheggio multipiano del Caps che è sottoutilizzato nonostante sia a 500 metri dalla fontana Masini e a un chilometro dalla biblioteca Malatestiana. Lattuca però non ha approfondito il tema delle tariffe, criticità segnalata dai commercianti. Il sindaco ha solo garantito che agiranno per agevolare l’utilizzo del multipiano.
Non sono mancati i riferimenti al rapporto con gli istituti di credito. Tema approfondito con Fausto Poggioli, direttore generale del BCC Romagnolo che ha fatto un’analisi interessante.
“La raccolta bancaria cresce – ha detto -, ma grazie ai benestanti. La classe media ormai non esiste più”. Ha aggiunto che servirebbe una diversa redistribuzione del reddito. Non ha poi nascosto che l’accesso al credito per le PMI sia complicato. Non ha nascosto il problema delle garanzie anche se, secondo, lui adesso è minore. Ha anche aggiunto che la domanda non è alta. “In questo momento – ha concluso – c’è un boom di richieste per i mutui casa, mentre per le imprese il calo è superiore al quattro per cento”.
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