14 Giugno 2026
26_Residenza Giovanna Baviera_Musei Bayron Ravenna_DSC_1095_Ph. Emma Graziani @emmagrazianifotografie copia

RAVENNA. La violista da gamba Giovanna Baviera conclude il suo periodo di residenza al Ravenna Festival sabato 13 giugno, ai Musei Byron e del Risorgimento con una performance notturna (alle 23) che riporta il palazzo all’atmosfera dei concerti da salotto dell’epoca in cui Lord Byron ne era illustre inquilino.

Con il titolo  “Soloindue” Baviera raccoglie una parte del suo repertorio per voce e viola da gamba, maturato riscoprendo la pratica rinascimentale quasi del tutto dimenticata, ma all’epoca molto diffusa, di cantare accompagnandosi con il proprio strumento. Secondo una prassi a cui, nelle giornate che la talentuosa musicista ha trascorso al festival ravennate, i visitatori dei musei hanno potuto assistere anche nei momenti di prova e di approfondimento. In particolare, per quanto riguarda il lavoro che Baviera ha svolto con la giovane compositrice Maria Vincenza Cabizza, autrice di un brano, “Il primo sogno del giorno”, che viene eseguito per la prima volta proprio nell’ambito di questo concerto. 

Di madre irlandese e padre siciliano, con un temperamento che sintetizza le diverse latitudini nella caparbia dolcezza della dimensione isolana aperta ai venti e alle più diverse influenze, Giovanna Baviera è approdata dal violino prima alla più arcana viola da gamba studiando in uno dei più importanti dipartimenti di musica antica europei, la Schola Cantorum di Basilea; poi al canto, perché, racconta «studiando musica antica ci si imbatte ben presto in testimonianze storiche e in repertori che dimostrano quanto fosse diffusa la pratica di cantare accompagnandosi a uno strumento».

“Soloindue” riprende il titolo– e il contenuto – del disco che Baviera ha recentemente inciso dando prova, appunto, di una straordinaria abilità nella fusione tra voce e suono strumentale in un dialogo continuo tra il passato e le elaborazioni della contemporaneità in cui mostra di essere pienamente immersa. Così, il pubblico ascolterà brani di autori cinque-seicenteschi quali Pierre Regnault dit Sandrin, Jacques Arcadelt, Giulio Caccini e Tobias Hume, ma anche della compositrice vivente Eva Reiter, oltre a quelli di Cabizza, e della stessa Baviera.

Se quest’appuntamento conclude la residenza di Giovanna Baviera, i Musei Byron e del Risorgimento torneranno protagonisti di Ravenna Festival con il debutto di La bambina inglese, nuova produzione che dal 23 al 29 giugno porta in scena la storia di Allegra Byron, figlia del Lord inglese, su libretto, drammaturgia e regia di Elena Bucci (anche in scena accanto al controtenore Helmar Hauser) e musica di Paolo Baioni. 

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

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