Luca Piovaccari alla Pallavicini22

RAVENNA. Sabato 10 giugno dalle ore 18.30 presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini 22, si inaugura “Strappare con cura, sospesi nel vuoto”.

La personale di Luca Piovaccari, a cura di Roberto Pagnani e con testo critico di Sabina Ghinassi a catalogo, rimarrà allestita fino a domenica 25 giugno e sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20.

L’evento, promosso e organizzato da CARP Associazione di Promozione Sociale in collaborazione con lo Spazio Espositivo PALLAVICINI 22 Art Gallery econ l’Archivio Collezione Ghigi-Pagnani, si avvale del patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura, dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale e del sostegno di BCC Ravennate Forlivese e Imolese.

La mostra

Il lavoro di Luca Piovaccari è un lavoro sui margini. Margini tra fotografia e installazione, margini tra disegno e pittura, margini tra natura e artificio, margini tra paesaggio residuale e paesaggio antropico. Strappare lungo i bordi con cura è il suo modo di procedere, una dichiarazione di poetica del suo cammino di transumante silenzioso che iniziato più di tre decenni fa e il nucleo di opere in mostra ne segna, “con cura”, le tracce.

Sono paesaggi dolenti e dimessi, architetture interrotte da recinzioni, attraversate da segni antropici, edifici e manufatti del nostro territorio; non luoghi post rurali che affollano il nostro paesaggio abituale e diventano residui, aggrediti dalle piante pioniere sino a scomparire, o talmente uniformi dal diventare neutri, quasi trasparenti.

L’artista

Luca Piovaccari è nato a Cesena nel 1965. La pratica del disegno comincia molto presto a “gareggiare” con la fotografia, attraverso virtuosismi e rimandi visivi, dando luogo a spaesanti viaggi interiori. Nel pieno degli anni ‘90 Piovaccari lavora già su grandi immagini fotografiche in cui rappresenta volti e paesaggi e spesso su acetati trasparenti e a toni monocromi. Negli anni continua la sua ricerca attraverso uno sguardo che penetra nella solitudine del paesaggio e nella malinconia del quotidiano.

Fin dal 1997 espone in Italia e all’estero, invitato da prestigiosi critici e storici dell’arte e le sue opere fanno parte delle collezioni di importanti musei.

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