Lorenzo Zammarchi vive la politica come forma di servizio

Una dei fondatori di Cesena 2024

Tra i padri fondatori di Cesena 2024 e con l’obiettivo di continuare a dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini, Lorenzo Zammarchi si prepara a vivere la sua seconda campagna elettorale all’interno della lista. Tanti i temi a cui presterà attenzione, ma con un occhio di riguardo verso le donne in gravidanza titolari di Partita Iva, intervenendo a loro favore, per garantire supporti economici statali durante il lungo periodo di “attesa”. 

Qual è il suo impegno e lo scopo di Cesena 2024?

“Insieme a Christian Castorri e ad Armando Strinati, abbiamo creato Cesena2024 per mettere in campo una proposta civica concentrata sul dare risposta alle esigenze dei cittadini e del territorio, andando oltre gli schemi adottati dai partiti nazionali. L’abbiamo fatto basando la nostra attività e il nostro programma sulla scorta dell’esperienza maturata nei ruoli di giunta, consapevoli del fatto che la politica nazionale ed internazionale sta vivendo una profonda crisi. Lo dimostrano gli slogan elettorali basati, troppo spesso, solo su analisi sviluppate da esperti in comunicazione, e le bagarre da “tribuna politica” che, sempre più, allontanano i cittadini. Viviamo la politica con il vero spirito che dovrebbe avere questo impegno: essere al servizio. Questa è Cesena2024. Vogliamo lavorare per migliorare le condizioni della nostra città, pensando a chi la abita oggi e, ancor di più, a chi la abiterà domani.”

Fuori dalla politica quale è stato  il suo impegno professionale? 

“Per circa 15 anni ho lavorato in banca, poi ho avuto la possibilità di ricoprire il ruolo di assessore con delega allo sviluppo economico, lavoro, giovani, anagrafe e servizi al cittadino nel periodo 2017-2019. Dal 2019 sono consulente aziendale con competenze in materia di amministrazione, finanza e controllo di gestione.”

Come affrontare il tema “Partita Iva, donne in gravidanza?” 

“È fondamentale istituire un fondo da destinare esclusivamente alle donne titolari di partita iva che si trovano ad affrontare il periodo di gravidanza, dando priorità di accesso alle donne che affrontano questo periodo in assenza di sussidi.”

Quanto è importante per una neomamma avere un supporto economico iniziale? 

“Penso sia fondamentale per arginare una ingiustizia sociale che si è cronicizzata nel corso degli anni. Per capire quanto sia impattante questa misura, dobbiamo partire dal come viene vissuta attualmente la gravidanza da parte di una ragazza con partita iva. Immaginiamo una donna titolare di un’attività in proprio che non prevede la possibilità di poter essere iscritta ad una Cassa Professionale. Immaginiamo che eserciti completamente sola, senza l’ausilio di assistenti o collaboratori. Quella donna dovrà affrontare la gravidanza senza poter contare su contributi tali da poterla mettere in condizione di affrontare serenamente eventuali assenze dal lavoro per lunghi periodi. Non avrà aiuti economici che le possano permettere di assumere una persona in sua sostituzione, o a suo supporto. Oggi, queste ragazze, si trovano a dover far fronte a questo periodo con risorse personali o familiari. Se disponibili. Molte donne, impossibilitate dal poter mettere a rischio la propria stabilità e la propria indipendenza economica, si trovano nella condizione di dover scegliere se continuare la libera professione o, ancora peggio, se dover posticipare la scelta di diventare madri. Questo è inaccettabile. Servono urgentemente misure che possano far vivere serenamente quella che dovrebbe essere una decisione basata su una propria volontà, e non sulla sostenibilità economica.”

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli.