
GIUSY BARTOLOZZI RIENTRA
NEL “PLOTONE D’ESECUZIONE”
di Fabrizio Rappini
Strano il nostro Paese dove si può offendere una istituzione poi, come nulla fosse si entra, anzi, si rientra dalla finestra proprio in quella stessa istituzione offesa solo qualche settimana prima.
Questo è il caso di Giusy Bartolozzi, l’ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Quella Giusy Bartolozzi? Sì, proprio quella che durante la campagna elettorale per il Referendum sulla giustizia aveva definito la magistratura “un plotone d’esecuzione”. Ora, la ex capo di gabinetto, già magistrato, tornerà a far parte di quel “plotone d’esecuzione”. Proprio a causa di quell’uscita in tv che le è costata il posto. In una sorta di contrappasso l’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, magistrata fuori ruolo dal 2018, ha infatti chiesto di rientrare nell’ordine giudiziario dopo quattro anni da deputata e quasi altrettanti da ministra-ombra al fianco del Guardasigilli Carlo Nordio, prima di essere costretta a dimettersi nel repulisti di governo post-referendario. La sua istanza è arrivata alla Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura, che lunedì scorso ha approvato il ricollocamento in ruolo.
Essendo stata eletta in Sicilia e non a Roma, come riportato dal Fatto Quotidiano, Bartolozzi potrà tornare nella funzione svolta prima di entrare alla Camera, quella – in realtà non particolarmente ambita – di giudice distrettuale presso la Corte d’Appello della Capitale: una figura di magistrato “tappabuchi” che può essere assegnato a tutti i tribunali del Lazio in base alle esigenze di organico (nel 2017 ad esempio era gip a Civitavecchia, e, come ha raccontato il Corriere, si fece bacchettare dal Riesame per un’ordinanza scritta facendo copia/incolla della richiesta del pm).

CHI È GIUSY BARTOLOZZI
Giuseppa Lara Bartolozzi poi detta Giusy, è nata a Gela, 18 dicembre 1969.
È stata deputata alla Camera dal 23 marzo 2018 al 12 ottobre 2022 per Forza Italia e membro del gabinetto del ministero della giustizia dal 2022 al 24 marzo 2026.
Elezione a deputata
Alle elezioni politiche del 2018 viene candidata alla Camera dei deputati, come capolista di Forza Italia nel collegio plurinominale Sicilia 1 – 03 (dopo che venne presentata a Silvio Berlusconi dal coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè, risultando eletta deputata e mettendosi in aspettativa dalla magistratura. Nel corso della XVIII legislatura è stata membro e segretaria della 2ª Commissione Giustizia, oltreché presidente della Sezione bicamerale di Amicizia UIP Italia-Iraq[senza fonte], componente della Commissione speciale per l’esame degli atti urgenti presentati dal Governo, Giunta delle elezioni, della Commissione giurisdizionale per il personale, della Commissione parlamentare antimafia, di cui è anche coordinatrice del Comitato mafia appalti e corruzione[senza fonte], e della 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni, di cui ricoprì brevemente l’incarico di capogruppo per Forza Italia.
Rottura con Forza Italia
Successivamente iniziò a muoversi in contrasto con il partito regionale e con lo stesso Miccichè, contravvenendo alle direttive di Forza Italia su alcune elezioni locali; tant’è che il 4 novembre 2020, in un clima di crescente attrito, votò a favore, insieme ad altri quattro colleghi (Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo, Elio Vito e Matteo Perego), del disegno di legge Zan sull’omotransfobia in dissenso dal proprio gruppo. Il 27 luglio 2021 annuncia il suo voto contrario a un emendamento di Forza Italia sulla riforma del processo penale in discussione alla Camera (considerato da molti una sorta di legge ad personam a favore di Berlusconi), contro le indicazioni di partito, e lo stesso giorno lascia il gruppo parlamentare per passare al gruppo misto. Successivamente inizia a criticare duramente il governo Draghi, nello specifico sulla riforma della ministra della giustizia Marta Cartabia, avvicinandosi ad alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui Andrea Delmastro Delle Vedove, con cui cominciò a costruire un rapporto che sarebbe poi diventato solidissimo.
Gabinetto del Ministero della giustizia
Alle elezioni politiche anticipate del 2022 non si ricandida al Parlamento. Successivamente resta fuori ruolo dalla magistratura, in quanto nominata, grazie alle relazioni con FdI, vicecapo di gabinetto del Ministero della giustizia guidato da Carlo Nordio.In tale ruolo ha spesso scavalcato il capo di gabinetto Alberto Rizzo. Il 4 aprile 2024, dopo le dimissioni di Rizzo da capo di gabinetto, venne promossa da Nordio in tale incarico, nonostante alcune iniziali perplessità del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Vicende giudiziarie
Agli inizi di settembre 2025 viene indagata dalla procura di Roma, per l’inchiesta del rilascio di Usāma al-Maṣrī Nağīm (arrestato dalla DIGOS a seguito di un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità), con l’accusa di falsa testimonianza. Secondo l’accusa la Bartolozzi, interrogata dai pubblici ministeri del Tribunale dei ministri, avrebbe fornito consapevolmente delle informazioni infondate su almeno quattro aspetti della vicenda. Ora per il caso Almasri verrà salvata con un provvedimento ad hoc. Una sorta di scudo penale. Una immunità da parlamentare anche se non lo è.
Questo post è stato letto 20 volte
