Uno è dedicato alla frazione di Casemurate, l’altro a due romagnoli che emigrarono in Lussemburgo
Mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 18.00, presso la Biblioteca “Celso Omicini”, piazza della Libertà 10, Castiglione di Ravenna, verranno presentati i libri “Casemurate . Memorie e misteri di una villa di frontiera all’incrocio tra la via dell’ambra e la via del sale” e “Destinazione sottosuolo. Storia di Adele Garavini e Primo Pasini dalla mezzadria poderale forlivese alle solfatare cesenati, dalle miniere del Lussemburgo alle gallerie del lager di Mauthausen” di Paola Bezzi. Entrambi i volumi portano la prefazione di Mauro Mariani e Gabriele Zelli.
Può un piccolo paese di campagna rappresentare la storia di un intero territorio? Casemurate riassume in sé secoli di storia, che si è dipanata attorno all’insediamento fortificato posto a guardia di un famoso e pericolosissimo incrocio tra la via dell’ambra e la via del sale.
Villaggi preistorici, domus e necropoli romane, castelli bizantini e dimore signorili: la “larga” di Casemurate conserva tutto questo e restituisce l’immagine di una terra di confine dove si sono scontrati eserciti, si sono lavorate con sapienza le tenaci zolle argillose, sono state coltivate passioni politiche e si è mantenuto il sano e robusto legame con la terra.
Partendo da una casa della “larga” di Casemurate Adele Garavini emigrò prima a Borello, nelle terre riarse delle miniere di zolfo, per poi raggiungere il marito Primo Pasini in Lussemburgo e qui diventare madre di Andrea, morto a Mauthausen il 12 maggio 1945 e decorato con l’Ordine della Resistenza del Lussemburgo. L’autrice Paola Bezzi ha studiato fonti e documenti negli Archivi di Stato di Roma, Cesena e Forli, negli Archivi diocesani di Ravenna e Cesena e si è avvalsa del sostegno del Centre de Documentation sur les Migrations humaines di Dudelange per ripercorrere le vite dei protagonisti e della famiglia italo-lussemburghese in terra romagnola.
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