1 Luglio 2026
Paolo Fresu _2015 (ph © Roberto Cifarelli1905)

Paolo Fresu (ph Roberto Cifarelli)

CERVIA. In una settima edizione del Trebbo in musica dall’ispirazione così profondamente letteraria, non può mancare un omaggio a Grazia Deledda, a cent’anni dal Nobel per la letteratura.

Giovedì 2 luglio, alle 21.30 all’Arena dello Stadio dei Pini, il nuovo appuntamento della rassegna di Ravenna Festival per Cervia-Milano Marittima è Nel grande aperto, una serata in cui la tromba di Paolo Fresu e i versi di Mariangela Gualtieri evocano dune, cielo, vento, mare e l’orizzonte della poesia in tributo alla scrittrice le cui radici erano in Sardegna ma il cui cuore batteva anche in Romagna, in quella Cervia dove trascorse tanti estati e che l’ha eletta cittadina onoraria. Ad aprire la serata, un intervento di Marcello Fois, autore di Quasi Grazia (2016, Einaudi), attorno alla figura della sola donna italiana che abbia ricevuto il Premio Nobel per la letteratura. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’Associazione “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia” e reso possibile dal sostegno di Pubblisole. 

“Chi si occupa di poesia credo sia sempre molto attento alla parola: alla parola scritta in ogni sua forma – spiega Mariangela Gualtieri, poetessa cesenate fondatrice del Teatro Valdoca – Entrando in Deledda si ha subito la certezza dell’incontro con una forza, cioè con una mano che scrive con urgenza, con sapienza, con maestria, da una solitudine perseguita, in dialogo con chi è venuto prima. Ci si sente in compagnia di un classico, cioè di una lingua che non invecchia e che sa trattare con sottigliezza e profondità i temi che contano, quelli che attraversano il tempo riproponendosi a ogni generazione, con variazioni che non ne cambiano la sostanza.” 

Gualtieri farà suo il respiro letterario di Grazia Deledda, recitandone brani dalla vasta e troppo poco frequentata produzione, in un duetto d’eccezione con Fresu, che con Deledda condivide le origini in quella Sardegna arcaica che tanta parte ha avuto nell’opera e nell’immaginario della scrittrice. “Paolo ha una felicità di improvvisazione meravigliosa – continua Mariangela Gualtieri – io dovrò ripassare a memoria vari testi e lanciarli là per là, in dialogo col paesaggio sonoro. Per quanto riguarda la parola, ho tracciato principalmente due linee: in primo luogo versi che cantano elementi naturali e paesaggistici, sia sardi che romagnoli: il vento – grande presenza negli scritti di Deledda – le dune, le pecore, il mare, i boschi, i giardini, gli orti. E poi cerco di abbinare i miei versi d’amore ad alcune figure femminili dei romanzi, non per identità, certo, ma come dedica a lei e a tutte le figure femminili innamorate che rendono indimenticabili i suoi romanzi”.

Una serata che è anche un ponte, dunque, fra Sardegna e Romagna, terre che pur fra le molte differenze si contraddistinguono per un grande senso dell’ospitalità. Certo Deledda amava il paesaggio cervese quanto la gente del posto, con la quale aveva un rapporto affettuoso e amicale, da famiglie della borghesia più istruita allo stagnino Trucolo, quasi leggendario, ma anche amici letterati come Marino Moretti, che ebbe il merito di convincerla a lasciare la più mondana Versilia per Cervia e la Romagna.

Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org 

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