

Una porta dell’accoglienza
con un cuore faentino
di Fabrizio Rappini
La visita di Papa Leone XIV alla “Porta d’Europa” a Lampedusa ha riacceso i riflettori su un’opera monumentale dal profondo significato umano e spirituale. Una porta che è stata realizzata dall’artista Mimmo Paladino con cotto e ossidi nella Bottega “Ceramica Gatti 1928” di Faenza nel 2008 e misura cinque metri per tre.
La Porta sorge sulla scogliera più a sud di Lampedusa, primo avamposto visibile per chi arriva dal mare.

“È concepita – dicono i titolari della Ceramica Gatti 1928, Davide a Marta Servadei – come un monumento alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare, ma anche come un simbolo di accoglienza e di passaggio. Quando l’arte fa il proprio mestiere anticipando i tempi, e l’artigianato le dà corpo, sulla spinta di un committente illuminato come Arnoldo Mosca Mondadori”.

Un monumento di cinque metri di altezza e di tre metri di larghezza, realizzato in ceramica refrattaria e ferro zincato, inaugurato il 28 giugno 2008. La porta si ispira alla drammatica vicenda delle migliaia di migranti che, affrontando incredibili avversità, tentano – troppo spesso invano – di raggiungere l’Europa alla disperata ricerca di un destino migliore.
Il monumento consegna alla memoria delle generazioni future la strage disumana e spesso senza testimoni di migranti deceduti e dispersi in mare. Un simbolo che aiuti a non dimenticare e che inviti, ognuno secondo le proprie credenze religiose o laiche, alla riflessione e alla meditazione su quanto tragicamente sta avvenendo ancora ogni giorno sotto agli occhi di tutti.
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