Nik West
RAVENNA. L’edizione 2026 del festival Ravenna Jazz giunge a conclusione con il doppio concerto di giovedì 9 luglio.
Alla Rocca Brancaleone si succederanno (con inizio alle ore 21.30) le esibizioni del chitarrista Matteo Mancuso (in trio con Riccardo Oliva al basso elettrico e Gianluca Pellerito alla batteria) e della bassista e cantante Nik West (accompagnata da Lorenzo Campese alle tastiere, Simone Cesarini alla chitarra, Ricardo Danin alla batteria e Amber Sauer ai cori).
“Un talento assoluto: anche per uno come me ci vorrebbero due o tre vite per imparare a improvvisare così bene alla chitarra come lui”: parole di Al Di Meola. Gli fa eco Steve Vai: “Matteo è l’evoluzione della chitarra fusion. La sua tecnica mozzafiato è una meraviglia da contemplare”. Stef Burns la butta sulla fantascienza, definendolo “di un altro pianeta”. A quanto pare, tra gli innumerevoli seguaci del giovane chitarrista palermitano Matteo Mancuso (classe 1996), i cui video-assolo online vantano oltre dieci milioni di visualizzazioni, ci sono anche gli indiscussi campioni della chitarra fusion e rock (tra i quali troviamo anche Dweezil Zappa, figlio di Frank, e Joe Bonamassa). Quel che è certo è che il talento di Mancuso sta calamitando l’attenzione degli appassionati, dei colleghi musicisti e degli ‘addetti ai lavori’.
Impressionante per velocità e precisione esecutiva, padroneggia sia la chitarra classica che quella elettrica, sulla quale ha sviluppato una personale tecnica fingerstyle, ovvero senza plettro. Stilisticamente, non ha preconcetti: jazz, rock, fusion, manouche…
Per il “Route96 Tour”, Mancuso viaggia con l’ormai consolidato trio con Riccardo Oliva e Gianluca Pellerito, che si ascolta anche in alcune tracce del suo primo album da solista (The Journey,2023).
La presenza scenica esplosiva salta subito all’occhio con Nik West. Ma sotto il glamour di quel look policromo e afrofuturistico si cela (anzi, si rivela benissimo) un talento musicale straripante. In quel funk che scorre incandescente e impetuoso non è difficile scovare i fondamentali ritmici di tanto jazz che fu, e che già crearono la base del periodo aureo della fusion tra jazz e rock.
Vera forza della natura, dinamo ritmica con un basso elettrico tra le mani, Nik West mescola generi e se ne infischia dei confini che molti percepiscono tra di essi. Per Rolling Stone è “l’icona del basso di questa generazione”. Ma non dimentichiamo che Nik è pure una cantautrice capace di infondere con la sua voce emozioni e sensualità nell’elettrizzante ed energico vortice della sua musica.
Il suo curriculum parla chiaro: nota in particolare come bassista di Prince, ha suonato anche per le produzioni di Quincy Jones e con Macy Gray, John Mayer, Dave Stewart degli Eurythmics… Tra i suoi fan c’è anche Steven Tyler, colpito dalla cover di “Back in Black” degli AC/DC.
Il suo secondo album, Moody, coi suoi acrobatici intrecci di funk, soul e rock, è una geniale sfida ai generi.
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