6 Giugno 2026
30_Filippo Gorini Pianist_MAR Ravenna_DSC_0090_Ph. Emma Graziani @emmagrazianifotografie

RAVENNA. È solo nei tempi lunghi e nella consuetudine che la “residenza” inevitabilmente crea, che il pubblico può riuscire a conoscere un artista e a coglierne carattere e intenzioni al di là del singolo atto esecutivo.

È quanto sta accadendo in queste settimane a Ravenna festival con il pianista Filippo Gorini, che tra una casa di riposo, una scuola nonché gli allievi di vere e proprie masterclass, sta inanellando uno dietro l’altro i suoi concerti. Una serie di recital che – lunedì 8 giugno (alle 21.30), nel cuore della città, nel magnifico prato dei Chiostri Danteschi – giunge al suo terzo appuntamento. E, sempre ripercorrendo le tracce delle “7 Cities” che il pianista sta attraversando in questi due anni, il programma della serata si concentra non solo sulla Fantasia in re minore K 397 di Wolfgang Amadeus Mozart e sulla Sonata in sol maggiore op. 78 di Franz Schubert, ma anche sullo “Studie IV für Klavier solo” che lo stesso Gorini ha commissionato al compositore austriaco Beat Furrer per la sua lunga permanenza a Hong Kong. 

Pagine sideralmente lontane. Infatti, il perno ideale del concerto, come spiega lo stesso pianista, «è proprio il forte contrasto che scaturisce dall’accostamento. Da una parte lo Studio di Furrer, pervaso di grande tensione adrenalinica, estremamente fisico e di un virtuosismo folle, per i primi 10 minuti la tensione non si abbassa neppure per un secondo, mantenendo per l’interprete un grado di difficoltà mentale e tecnica sempre molto alto, e il pubblico con il fiato sospeso, in ansia, con l’impressione di non poter battere nemmeno un ciglio. Dall’altra parte, in contrasto con questo ronzio sempre più intenso e ossessivo, fatto di gesti tecnici sempre nuovi portati a estrema saturazione, ecco arrivare uno dei pezzi che fa della distensione il principio della sua poetica: la Sonata in sol maggiore di Schubert, fatta di “divine lunghezze”, come scriveva Schumann, di frasi dolci e armonie di grandissima poesia, dove il suono sembra sospeso come ad abitare una regione magica e miracolosa dell’espressività». 

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

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