Pietro Fresa
RAVENNA. Sono nati a inizio millennio e il dato anagrafico racconta già le fondatissime speranze sulle quali potrà contare la musica italiana negli anni a venire.
Il violinista Giuseppe Gibboni, classe 2001, e il pianista Pietro Fresa, nato nel 2000, si incontrano al MAR di Ravenna venerdì 3 luglio alle 21.30 in una serata dedicata a due grandi capolavori del repertorio sonatistico per violino e pianoforte: la Sonata n. 1 in re maggiore op. 12 di Beethoven e la Sonata n. 1 in fa minore op. 80 di Prokof’ev. Giovanissimi e già proiettati sui grandi palcoscenici internazionali: Giuseppe Gibboni ha spezzato un digiuno italiano lungo 24 anni trionfando al celebre Concorso Paganini del 2021, mentre Pietro Fresa ha raccolto consenso unanime di pubblico e critica con il suo album di debutto interamente dedicato a Mozart. Per la prima volta insieme in scena, daranno vita a un programma ad altissima temperatura espressiva, mettendo in contatto mondi apparentemente distanti: dalla baldanza ritmica beethoveniana alle armonie taglienti di Prokof’ev.
Il connubio tra violino e pianoforte è da sempre un terreno di accesi contrasti e profonde sintonie, come dimostra il legame tra due capolavori distanti nel tempo ma uniti da una straordinaria forza espressiva: la Sonata op. 12 n. 1 di Beethoven e la Sonata n. 1 op. 80 di Prokof’ev. Composta a fine Settecento, l’opera beethoveniana eredita la “parità” strumentale già messa in pratica da Mozart. Nonostante le iniziali stroncature della critica coeva, la Sonata in re maggiore sprigiona un’energia impaziente e un dialogo serrato, quasi agonistico, tra i due strumenti. Di segno opposto è la verità nuda che abita la Sonata di Prokof’ev, concepita tra il 1938 e il 1946 nel clima cupo del terrore staliniano e della Seconda Guerra Mondiale. Dietro la ricerca di una nitidezza classica si cela un’indagine spietata sul dolore: tra scale rapide che evocano il «vento in un cimitero» e violenze percussive, il dramma si risolve in una sommessa elegia che volta le spalle all’ottimismo di Stato.
Nell’ottobre 2021 Giuseppe Gibboni è stato il vincitore del prestigioso Concorso Paganini di Genova. Il violinista, classe 2001, è stato il primo italiano in 24 anni a vincere il primo premio. Da questo successo il musicista ha iniziato una vasta carriera concertistica internazionale. Ha fatto il suo debutto con il Concerto per violino di Čajkovskij con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la direzione di Lorenzo Viotti. Poco dopo, ha suonato con la chitarrista Carlotta Dalia su invito del presidente Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale. Gibboni aveva già attirato l’attenzione con una serie di successi: primo premio e premio speciale “Andrea Postacchini Violin Competition”, seguito dalle affermazioni al Leonid Kogan di Bruxelles (2017), il George Enescu di Bucarest (2018) e il Concorso Valsesia Musica (2020). Come vincitore del Paganini, ha avuto anche l’opportunità di esibirsi sul “Cannone”, lo strumento preferito di Niccolò Paganini.
Il nome del pianista bolognese Pietro Fresa (2000) ha iniziato a circolare quando, nel settembre 2017, ha debuttato presso la St. George’s Hall di Liverpool con il Terzo concerto op. 37 per pianoforte di Beethoven. Nello stesso anno ha ricevuto l’invito alla Festa Europea della Musica di Roma, evento durante il quale gli è stata conferita dalla Presidente Laura Boldrini la Medaglia della Camera dei Deputati come riconoscimento al talento musicale. Al Conservatorio G.B. Martini di Bologna si è diplomato sotto la guida di Carlo Mazzoli con lode e menzione d’onore. A soli 11 anni ha iniziato a frequentare la prestigiosa Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola approfondendo gli studi al Royal College of Music di Londra nei corsi di Dmitri Alexeev e Sofya Gulyak. Si è aggiudicato il primo premio in più di trenta concorsi. Il suo cd di debutto, “Mozart Piano Works” (2024) è stato presentato ai prestigiosi Concerti del Quirinale.
Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
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