
Io… Io chi?
Io, Fabrizio Rappini nato ad Argenta in provincia di Ferrara il 13 aprile 1951 e dal 1978 residente a Forlì. Giornalista professionista pensionato e iscritto all’USSI (Unione stampa sportiva italiana) e Tecnico sportivo. Uno che non ha mai saputo vendere bene se stesso. Uno che ha visto tanti iper-valutati passargli davanti senza, tante volte, capire il perché. Ma non importa. A 75 anni queste cose non contano più. Conta però raccontarne qualcuna, proprio perché a 75 anni, non si ha più l’ambizione di farlo per un tornaconto. Uno che, dopo quindici anni, ha deciso di rendere pubblica la sua tesi sulle Specialità veloci della pista. Una tesi presentata nel 2011 per ottenere la qualifica di Tecnico Allenatore Categorie Internazionali – Direttore sportivo 3° Livello. Dopo 15 anni, spero che qualcuno la legga. È chiaro che molti dei dati riportati non sono più attuali perché superati da nuove prestazioni degli atleti, ma allora erano questi.


IL RACCONTO
La tesi era parte dell’esame finale dopo quattro fine settimana, dal venerdì alla domenica, passati in aula a Salsomaggiore Terme e un anno di tirocinio. La tesi valeva 20 punti che andavano aggiunti ai 20 della prova scritta, ai 20 dei quiz e ai 40 della interrogazione orale. Preciso che fui l’unico a presentare una tesi sulla Pista. Il giorno dell’esame ognuno di noi scrisse il proprio nome su un orario scritto in una lavagna senza sapere chi era l’esaminatore. Io capitai con Fabrizio Tacchino che aveva la fama di “duro”, ma in realtà era solamente un tecnico preparato che sapeva quello che voleva e che voleva promuovere chi sapeva.
Mi siedo di fronte a lui, senza paura, perché so di essere preparato.
“Bene – mi dice – ora ti dico cosa hai preso nella tesi”.
Guarda nel suo portatile e “hai preso 11”.
A quel punto mi alzo in piedi e accenno ad andarmene.
“Cosa fai?”
“Vado via perché con 11 nella tesi non si va da nessuna parte”.
“Aspetta perché non ho guardato bene. L’11 è di un altro. Tu hai preso 18”.
A quel punto faccio retromarcia, torno di fronte a lui e inizio l’esame orale che ha avuto esito positivo.






LA TESI
Oggi quella tesi che ho sempre tenuto con orgoglio la metto a disposizione. Lo faccio perché mi sarebbe piaciuto che in questi anni qualcuno si fosse ricordato di me e mi avesse chiesto qualcosa. Lo faccio solo per tenere vivo un ricordo e non per promuovere me stesso. In fondo non ne sono mai stato capace. Buona lettura!!!


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