3 Aprile 2025

Una doppia ricorrenza a giugno celebra la fondazione dei due maggiori istituto di credito cittadini forlivesi: la Cassa dei Risparmi e la Banca di Credito cooperativo.

La Cassa dei Risparmi di Forlì, ora Cariromagna, venne fondata il 12 giugno 1839. L’odierna sede di corso della Repubblica 14 occupa un complesso edilizio che si estende per quasi un intero isolato all’interno del quale spiccano, per particolare interesse storico-architettonico e artistico, Palazzo Pettini e Palazzo Merenda, prospicienti corso della Repubblica e via Flavio Biondo. All’interno il palazzo ospita inoltre numerose opere della collezione d’arte della Cassa dei Risparmi. I cancelli a chiusura delle arcate prospicienti il loggiato della banca sono stati realizzati tra il 1958 e il 1959 su disegno di Francesco Olivucci e mostrano una struttura decorativa compatta ed elegante in cui spicca il motivo delle api stilizzate, simbolo di laboriosità e produttività.

La prima cassa rurale venne invece fondata il 14 giugno 1898, a Poggio, piccola parrocchia nella campagna a nord della città. Principale promotore dell’iniziativa fu il parroco Antonio Zanchini, il quale adibì alcuni locali della canonica a uffici, tenendoli aperti al pubblico tutte le domeniche dell’anno per le due ore antecedenti la funzione vespertina. Nel novembre 1899, un altro parroco, don Antonio Brunaccini fondò la Cassa Rurale di Vecchiazzano, immediatamente operativa anche per le vicine parrocchie di San Lorenzo in Noceto, Fiumana e Sant’Agostino. L’esempio di don Zanchini e don Brunaccini innescò un processo a catena in altre frazioni della diocesi forlivese: San Martino in Villafranca, Romiti, San Varano, Pianta, Ronco, Malmissole, Villanova, Petrignone, Castiglione, Villa Rovere, Villagrappa, San Pancrazio, San Pietro in Trento, San Pietro in Vincoli. Nel 1905 i presidenti di tutte queste banche costituirono la Federazione Diocesana delle Casse Rurali. Determinante per la successiva costituzione di un’unica Cassa Rurale e Artigiana (ora Banca di Forlì), avvenuta il 4 aprile 1971, fu l’attività delle due superstiti fra quelle fondate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: Malmissole e San Varano.

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