E questa volta la Rivoluzione la faranno i Riformisti..!

Se Matteo Renzi vince l’8 dicembre…

Per la seconda volta in un anno, i romagnoli e gli italiani di area PD hanno – nella punta della matita alle Primarie che si svolgeranno l’8 dicembre – l’occasione per provocare il più grande cambiamento della storia politica italiana.

Anzi  questa volta , pur votando il segretario e non il candidato premier, la vittoria di Matteo Renzi sarebbe -più ancora che anno scorso- l’inizio di una vera Rivoluzione Riformista.  La cosa è clamorosa, di natura davvero epocale. Gli italiani – e i romagnoli men che meno- son sempre stati allergici al tratto, al metodo, alla cultura riformista…Dalla Controriforma ai Savoia, dalla parabola di Benito Mussolini ai 40 anni di duopolio sostanzialmente conservatore DC&PCI, i riformisti le han quasi sempre buscate !

E negli ultimi 20 anni, il  berlusconismo montante è stato continuamente alimentato da una sinistra vecchia dentro, autoreferenziale, quasi sempre lontana – a livello nazionale – da visione e contenuti  progettuali e programmi concreti.  Per vincere il vuoto berlusconiano, ci si è affidati alle politiche contro,  alla lotta ideologica per slogan, peraltro spesso sciaguratamente delegate ai giornalisti tromboni alla Santoro, Travaglio e compagnia, in certi anni arrivando persino a lisciare il pelo al grillismo montante…

I  processi politici, alla lunga, non consentono  scorciatoie e furbizie tattiche…perché inevitabilmente le dure repliche della Storia chiedono il conto!  Quando aveva senso farla -epoca della transizione dal PCI alla Cosa-PDS-DS –  gli Occhetto e i D’Alema non vollero fare la chiara, esplicita, solenne scelta socialdemocratica, ovvero  una lunga e conseguente battaglia politica e culturale nel partito e presso la propria base: e il risvolto conseguente  di queste non-scelte è stato  quello di doversi presentare sempre alle elezioni con leader in prestito (Prodi,  Rutelli, Amato), con l’orizzonte tattico dell’inciucio e dei compromessi al ribasso, con il giungere  alla nascita del PD attraverso  fusioni fredde tra apparati senza sostanziali elaborazioni di cultura politica e strategica…

La posta in gioco alle prossime Primarie è enorme, ripeto epocale:  non solo la modernizzazione della sinistra italiana in chiave autenticamente riformista, ma la possibile rinascita dell’Italia, paese in evidente , straordinario declino. Purtroppo siamo all’ acclarato, effettivo fallimento non solo di tutta una generazione politica, ma forse di una generazione intera, la mia, quelli che erano ragazzi nel 1968…

Personalmente lo dico da molto  tempo, è necessario un vero e profondo ricambio di classi dirigenti a tutti i livelli; ed auspico che un partito come il PD voglia e sappia fare pulizia del cancro italiano della raccomandazione, del nepotismo, del privilegio delle caste e delle baronìe, politiche e non …:  nelle università, nel giornalismo, nella sanità, nella magistratura!

Valorizzare il concetto di meritorietà e di impegno, è una azione prettamente di sinistra, di una sinistra moderna che sa leggere e interpretare i mutamenti e le dinamiche  sociali, e che opera per una alleanza riformista tra il mondo del merito e quello del bisogno

Matteo Renzi ha detto tempo fa due cose importanti : il PD dovrà aderire all’Internazionale Socialista, e l’Italia nel giro di dieci/quindici anni dovrà essere alla guida della nuova Europa. In caso di sua vittoria alle Primarie, mi auguro che attorno al PD da lui guidato, si mobiliti l’energia dell’Italia migliore e creativa, per il rilancio delle medie e piccole imprese, e le straordinarie opportunità offerte  dalla valorizzazione dei tesori nazionali a partire dal turismo e dalla cultura

Perché non è sicura la vittoria e bisogna lavorare tanto da qui all’8 dicembre?  Perché l’ascesa di Renzi alla segreteria del PD e, nel tempo, ad una leadership di Governo, provoca e provocherà resistenze a dir poco titaniche…

Ha detto bene il giornalista dell’Espresso Marco Damilano, in coda ad una intervista a Renzi : “Che fa sostanzialmente Matteo?  Scardina il “Patto di Sindacato” che tiene avviluppato in un triste destino di declino e di immobilismo sia il PD che l’Italia… Rompe mentalità e modo di concepire e gestire la politica da noi: dove non vince e non perde mai nessuno, non si decide mai, le responsabilità son diffuse e impalpabili:  e alla fine il contentino burocratico  o di potere lo si dà a tutti, anche al perdente o all’inutile..”

Una critica insistente  a Matteo è quella che è facile scalpitare nella fase della promessa…Ma credo che già occorra riconoscergli grande visione e straordinario coraggio. Personalmente penso che sia davvero  l’ultima speranza per una sinistra italiana che ha perso tutti gli appuntamenti decisivi con la Storia.  Tony Blair ed il suo New Labour ci riuscirono, nella Gran Bretagna degli anni ’90, e oggi l’Inghilterra è un paese che ha tante più opportunità che nel passato!

Il futuro  ci dirà se la possibile vittoria di Renzi  – l’8 dicembre – segnerà solo una  importante carriera politica, o sarà davvero diventata la sfida della vita di una intera nuova generazione, come io  mi auguro.

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Roy Berardi

Romagnolo originario di Forlimpopoli, residente a Fratta Terme, da giovanissimo all'ufficio stampa e sindacalista della Cgil in Forlì e in Cesena. Dalla fine anni ’80, giornalista di turismi emergenti (agriturismo,turismo rurale, turismo all’aria aperta ed il “plein air “) sui quali ha prodotto per riviste nazionali del settore oltre 150 reportage ed inchieste soprattutto su territori della cosiddetta “Italia Minore”. Quindi project manager di progetti per l'aggiornamento professionale di imprenditori del turismo. Da una decina d’anni si occupa - con la libera professione – dei temi all’incontro virtuoso tra innovazione turistica, agricoltura di qualità e cultura dei territori. Ha contribuito alla nascita ed al consolidamento della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì-Cesena; ha collaborato ai progetti per la nascita di Casa Artusi in Forlimpopoli, e lavora per farne "magnete attrattore" della nuova destinazione turistica della Romagna interna. 

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