Il mio voto per Giorgio Calderoni sindaco

Giorgio Calderoni

Tra i numerosi impegni assolti come amministratore di Forlì dal 1985 al 2004 che hanno contribuito a cambiare il volto della città ce ne sono alcuni di cui vado particolarmente fiero. L’acquisizione, nel 1988, dal Demanio Militare, dopo una lunga e complessa trattativa, del San Domenico ha dato la possibilità di recuperare il complesso ad un uso culturale.

Le grandi mostre che ospita da 13 anni hanno portato a Forlì decine di migliaia di persone facendo scoprire e apprezzare la nostra città a un pubblico vasto e nel contempo l’ha aperta e proiettata verso un confronto storico-culturale di straordinario spessore, quale quello che ogni mostra ha sollecitato.  

La costruzione del PalaGalassi consente dopo 32 anni dall’inaugurazione di avere ancora a disposizione dello sport cittadino una delle migliori strutture a livello nazionale che da modo di ospitare, nonostante le difficoltà finanziarie, grandi eventi, oltre al campionato di basket. 
La definizione del contenzioso con i proprietari dei terreni dove oggi sorge il Parco Urbano Franco Agosto diede la possibilità di realizzare uno dei luoghi di svago più frequentati della Romagna, a partire dalla sua inaugurazione nel 1994. 

Di sicuro l’avvio del decentramento dell’Università di Bologna e il consolidamento delle sedi forlivesi, compreso l’acquisizione delle strutture e dell’area dell’ex Ospedale Morgagni per oltre 10 miliardi di lire, soldi che sono serviti per la costruzione di uno dei migliori ospedali d’Italia, hanno reso Forlì una realtà ancora di più aperta al mondo. Infatti chi viene a studiare a Forlì, considerata la fisionomia dei corsi di laurea, ha il desiderio di prepararsi per essere un cittadino del mondo, la stessa cosa vale per i giovani forlivesi che frequentano i corsi universitari nella loro città. 
Potrei fare altri esempi, compreso ricordare la realizzazione di un sistema viario capace di smaltire una mole impressionante di traffico come la tangenziale e l’asse di arroccamento e l’attenzione posta a primari settori economici della città come la nautica, il mobile imbottito, l’agricoltura, che sempre di più si cimentano con mercati internazionali, ma è sufficiente per dire che la prossima amministrazione comunale dovrà proseguire su questa strada. 
Forlì non è un città addormentata. Non è più “il cittadone” che qualcuno sostiene essere da diversi decenni, perlonemo da quando ha fatto da capofila per la costruzione della Diga di Ridracoli, che oggi disseta con buona acqua gran parte della Romagna. 
Ritengo che Giorgio Calderoni abbia tutte le prerogative per rendere Forlì ancora più vitale, più  inclusiva, più moderna e per questo ha avuto il mio voto il 26 maggio scorso e riavrà il mio sostegno in occasione del ballottaggio di domenica 9 giugno 2019.

Gabriele Zelli 

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Gabriele Zelli

Gabriele Zelli è nato a Forlì il 5 marzo 1953. Da circa trent'anni si occupa in modo continuativo di cultura, sport e di attività sociali. Per Romagnapost, insieme a Marco Viroli, cura una rubrica intitolata "pillole forlivesi" dedicate alla storia della città.