Chi si accontenta è una persona felice

Alzare sempre l'asticella è pericoloso

Contro il logorio della vita moderna era lo slogan che, negli anni Settanta, Ernesto Calindri pronunciava per pubblicizzare il Cynar. Uno spot/tormentone di successo se ancora oggi viene ricordato. Non a caso nel 2007 fu ripreso da Elio e le Storie Tese.

Indubbiamente l’intuizione del pubblicitario che lo ideò fu fortunata. Peccato che difficilmente il Cynar possa essere sufficiente per aiutare a contrastare il logorio della vita moderna. Ma è altrettanto vero che forse non sarebbe neanche così difficile riuscire a farlo.

Bisognerebbe dare più importanza ad un verbo: accontentarsi. È una delle parole più belle del vocabolario. Letteralmente significa: sentirsi contento, appagato per qualcosa. Ed una persona che è appagata è contenta, realizzata. Perciò si può affermare che chi si accontenta è una persona felice

L’altra faccia della medaglia potrebbe essere che per accontentarsi significa fare delle rinunce. Ma non è così. Accontentarsi non significa rinunciare, ma saper accettare i limiti imposti dalla realtà, tollerando disagi e frustrazioni. Questo può aiutarci a mantenere vivi i nostri obiettivi e perseguirli. Cosa che invece fatichiamo a fare alzando  continuamente l’asticella. Perché è proprio questo è il vero problema.

Secondo Linkiesta per sopravvivere al logorio della vita moderna bisogna cercare spazio per un po’ di relax. Perché i ritmi e i bioritmi sono sconvolti, il giorno sconfina nella notte e la notte si restringe sempre di più. Resistere allo stress è la nuova impresa degli eroi di ogni giorno. E indica cinque strade da percorrere: ascoltare la musica, uscire a fare un giro, pensare al peggio per godersi il meglio, bere tè, darsi una ricompensa. Tutto vero, ma inutile o quasi se non ci si accontenta. 

Però, attenzione: il verbo accontentarsi non fa rima con la decrescita felice cara ai grillini, per lo meno a quelli della prima ora. Non sono parenti perché l’obiettivo della decrescita grillina è poter ripensare le relazioni tra uomo e natura  in un’ottica di equilibrio ecologico. Il sapersi accontentare è invece una filosofia che si avvicina al Bil. Il Benessere interno lordo indicatore che cerca di misurare la qualità della vita dell’uomo e della comunità in cui vive e non è alternativo al Pil. Ma il benessere non passa dall’esasperazione di ogni tipo di comportamento. Quello non è star bene. E’ un’altra cosa.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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