20 Giugno 2026
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RAVENNA. Sessanta lungometraggi, centinaia fra cortometraggi e documentari, una casa di produzione fondata a Napoli e con una succursale a New York: è questo l’inventario della prolifica attività di Elvira Notari, prima donna regista italiana.

Autrice, fra gli altri, di È piccerella (1922), che Ravenna Festival propone lunedì 22 giugno, alle 21.30 ai Chiostri Danteschi, accompagnando la proiezione con la musica e il live electronics di Maurilio Cacciatore, per una texture sonora complessa, multistrato, che intreccia strumenti classici ed elettronica. La pellicola, restaurata nel 2018 da CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con ZDF-ARTE, è una storia partenopea di femminicidio, osservata con uno sguardo neorealista ante litteram. In una Napoli contesa fra tradizioni e progresso, la vicenda si ispira all’omonima canzone di Libero Bovio per comporre il ritratto di una giovane donna la cui relazione sentimentale presto degenera in dinamiche di possesso, gelosia e violenza. Senza compiacimento spettacolare, ma piuttosto con attenzione partecipe ai meccanismi psicologici e sociali che conducono alla tragedia, Elvira Notari seppe creare un film di straordinaria modernità che conquistò anche gli emigrati italiani in America, restituendo loro ombre e luci del loro Paese d’origine. 

“La musica non si limita ad accompagnare le immagini, ma ne interpreta i moti interiori, trasformando il racconto cinematografico in un’esperienza percettiva che dialoga direttamente con la sensibilità contemporanea – spiega Maurilio Cacciatore – Attraverso l’impiego di strumenti digitali e tecniche di elaborazione del suono in tempo reale, costruisco un ponte tra il film del 1922 e l’ascoltatore di oggi, evitando ogni intento di ricostruzione storicistica. La performance dal vivo occupa un ruolo centrale nel progetto: una costellazione di piccoli strumenti, oggetti sonori e dispositivi elettroacustici viene suonata direttamente dal compositore e sottoposta a processi di trasformazione elettronica in tempo reale.” 

Realizzato dalla Dora Film, fondata dalla stessa Notari insieme al marito Nicola, È piccerella rappresenta uno degli esiti più maturi di un’esperienza cinematografica unica nel suo genere. A differenza delle grandi produzioni del Nord Italia, Dora Film lavorava a stretto contatto con il tessuto popolare napoletano, traendo ispirazione da fatti di cronaca, canzoni, sceneggiate e melodrammi largamente diffusi nei quartieri cittadini e nelle comunità di emigrati. Il cinema di Notari nasceva così da un dialogo diretto con il pubblico. Nella pellicola, Tore – lavoratore onesto e puntuale – gestisce una piccola attività con la madre e il fratello. L’incontro con la bella Margaretella cambia il corso della sua vita: giustificata dalla madre che ancora la considera una bambina, Margaretella si aspetta che Tore esaudisca ogni suo desiderio, anche a costo di sperperare i soldi di famiglia. Dopo uno scontro a fuoco con un rivale in amore e la morte dell’anziana madre, Tore decide di vendicarsi proprio sull’amata, che uccide durante una processione. 

Dal punto di vista stilistico, È piccerella rivela un linguaggio che anticipa già istanze del Neorealismo. Notari predilige ambienti reali, cortili, strade, scorci urbani che restituiscono la fisicità concreta della città; i volti sono ripresi con attenzione quasi documentaria. A dispetto delle scene di processioni e feste patronali, la Napoli del film non è mai cartolina folkloristica, ma spazio vivo, attraversato da contraddizioni sociali e vitalità popolare. La regista intreccia melodramma e osservazione quotidiana, costruendo un racconto in cui il destino dei personaggi è inscindibile dall’ambiente che li circonda. Proprio questa fusione fra racconto passionale e sguardo sociale rende il film un tassello fondamentale nella storia del cinema italiano: È piccerelladimostra come, già nei primi anni Venti, fosse possibile concepire un cinema capace di coniugare radicamento territoriale e ambizione artistica, attenzione al pubblico e ricerca espressiva. 

Mentre l’incontro fra musica e cinema alla Rocca Brancaleone si corona il 6 luglio con Fantasia in Concert Live to Film, lo sguardo su Napoli di quest’edizione del Festival si ripropone anche con l’Artemandoline Baroque Ensemble e un percorso dedicato alla musica colta fra Regno di Napoli e Corte di Spagna (28 giugno, Chiostro della Loggetta Lombardesca al MAR). 

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org 

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