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sul posto per raccontare meglio
ai lettori del mio giornale
La zona di Ravenna, negli anni raccontati in questi articoli, 1994 e 1995 è sempre stata una zona purtroppo ricca di attività criminose. Carabinieri e Polizia di Stato hanno sempre dovuto lavorare incessantemente contro criminali di ogni tipo.
Ci sono stati diversi episodi che hanno fatto clamore, come quelli delle prostitute rapinate e violentate e delle ragazzine del Faentino coinvolte in storie hard raccontate anche a livello nazionale del settimanale scandalistico Visto.

Altri episodi hanno visto giovani lanciare sassi contro le auto in un “gioco” che solo per caso non si era concluso tragicamente.

Le rapine a banche o gioiellerie, poi, erano praticamente all’ordine del giorno. In alcuni casi ci furono episodi violenti, ma mai conclusi in modo tragico. Anche truffatori e usurai erano sempre all’opera.


Le rapine a banche o gioiellerie, poi, erano praticamente all’ordine del giorno. In alcuni casi ci furono episodi violenti, ma mai conclusi in modo tragico. Anche truffatori e usurai erano sempre all’opera.
A metà del 1995 cominciò a spuntare in forze anche la camorra che poi, come si è visto recentemente, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine ha continuato a espandersi.

In quegli anni il lavoro del Giornalista/cronista non era per niente semplice. In particolare, per un “ficcanaso” come il sottoscritto che voleva sempre vedere con i propri occhi e sentire con le proprie orecchie quello che accadeva. Questo, inevitabilmente comportava “disguidi” come le minacce, ma anche vantaggi come il poter raccontare quello che realmente era successo. Ovviamente in questo articolo c’è una parte infinitesimale del lavoro che ho svolto, ma da comunque la dimensione di quella che è sempre stata la criminalità nel Ravennate. Di racconti ne farò ancora tanti perché sono vecchio e di lavoro ne ho fatto tanto. È un modo di raccontare un po’ di storia, ma è anche un modo per raccontare me stesso. Non sono mai stato bravo a “vendere” il “prodotto Rappini” e ho visto per questo incapaci passarmi davanti anche perché non ho mai tenuto in bocca quello che avevo da dire.
In quel periodo ho avuto però tanti apprezzamenti dalle Forze dell’ordine e questo per me è sempre stato un motivo di orgoglio. Scusatemi se mi sono soffermato su me stesso, ma ne sentivo il bisogno.
PS: Mi scuso per le foto, ma scattare con lo smartphone dai libroni rilegati non è semplice. I titoli, i sommari e gli occhielli però si vedono bene e dicono già molto
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