Nel corso della serata di sabato 13 giugno 2026 la guida Chiara Canali ha condotto due partecipate visite guidate alla Basilica di San Pellegrino Laziosi (Forlì). Nell’occasione sono intervenuti Gabriele Zelli, cultore di storia locale, e Franco Sami, referente del Touring Club per Forlì e Comuni del Circondario, in quanto i due appuntamenti sono stati promossi dall’associazione nell’ambito di “Aperti per Voi – Sotto le stelle”, l’evento che ha dato l’opportunità di scoprire il patrimonio culturale italiano con una luce diversa, quella della sera. Un’iniziativa che ha coinvolto cinquanta città, con oltre cento appuntamenti che hanno trasformato luoghi d’arte e cultura in esperienze particolari.
Nel caso forlivese un particolare rilievo è stato dato alla Sala del Capitolo della Chiesa dei Servi di Maria di cui è stato ricordato il completo restauro avvenuto tra il 1962 e il 1965, che lo si deve all’interesse solerte e appassionato di padre Luigi M. Artusi, priore dal 1962 al 1965 del convento di Forlì. Furono le Soprintendenze regionale ai monumenti a condurre gli importanti lavori. Per l’attuazione del progetto, padre Artusi ricevette una generosa e sostanziosa elargizione dai fratelli Cesare (1877-1969) e Maria Rivalta (1878-1981), due straordinari benefattori forlivesi che vollero così ricordare i loro genitori. Anche la locale Cassa di Risparmio contribuì finanziariamente all’intervento, costato complessivamente diverse decine di milioni di lire. Sotto la direzione generale di Sergio Selli (1910-1988), storico dell’arte e ispettore onorario ai monumenti della Soprintendenza di Ravenna, la parte tecnica fu curata dall’ingegnere Loris Laghi, mentre lo strappo e il recupero degli affreschi furono affidati ai restauratori Dante De Carolis (1890-1975) di Bologna e Mario Pesarini (1922-2017) di Rimini. A termine dei lavori, fu restituito alla sue sede originale l’affresco raffigurante il Crocifisso tra Maria e San Giovanni: straordinaria opera di scuola giottesca (databile intorno al 1310) attribuita a Giuliano da Rimini. Secondo la tradizione, è davanti ad essa che il Santo, in preghiera, ricevette la guarigione miracolosa della gamba destra che gli era stata diagnosticata con la cancrena (foto di Tiziana Catani e Dervis Castellucci).
Sul risultato complessivo del restauro fu scritto che “… una mirabile armonia di luci e di ombre, di elementi architettonici e di frammenti pittorici permette di rivivere in pochi attimi la storia plurisecolare di un monumento che è senza dubbio uno dei più suggestivi e dei più interessanti della città”.
L’inaugurazione ufficiale della Sala Capitolare riportata alle sue linee originali avvenne nel pomeriggio del 13 novembre 1965, presenti il vescovo Mons. Paolo Babini (1889-1976), il prefetto Renato Schiavo, il sindaco Icilio Missiroli (1898-1979), altre autorità civili e religiose e molte personalità del mondo artistico e culturale. Dopo la benedizione impartita dal vescovo padre Tarcisio M. Mascagni (1921-1995), provinciale della provincia di Romagna dei Servi di Maria, illustrò il valore di tutti gli affreschi attribuiti alla scuola riminese ed in particolare a Giuliano da Rimini
Il 2 maggio 1967, per conferire il giusto rilievo allo straordinario ripristino, i Servi di Maria della provincia vollero celebrare in quel luogo la prima sessione del loro capitolo elettivo, presieduta dal priore generale dell’Ordine, lo statunitense padre Joseph M. Loftus (1921-1987).

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