Fortunato Durutti Marinetti live al Bronson Café

RAVENNA. Martedì 9 aprile (ore 21) il Bronson Café di Madonna dell’Albero ospita il live, gratuito, del folksinger, torinese di nascita ma canadese d’adozione, Fortunato Durutti Marinetti.

Fortunato Durutti Marinetti è l’ultimo dei moniker di Dan Colussi, cantautore nato a Torino ma di stanza a Toronto, in attività da un ventennio ma rimasto sempre nell’ombra suonando con band underground. Tra classic rock, orchestrazioni demodé, synth-pop ricercato e ambientazioni retro, Colussi trae ispirazione dallo spirito inquieto ed esplorativo di cantautori degli anni Settanta come Robert Wyatt, Annette Peacock e Lou Reed. Presenta il suo terzo album, “Eight Waves In Search Of An Ocean”, prodotto da Sandro Perri: un ibrido organico in cui sintetizzatori, sassofoni e violini si fondono in un insieme unitario.

Colussi trae ispirazione dallo spirito inquieto ed esplorativo di cantautori degli anni Settanta come Robert Wyatt, Annette Peacock e Lou Reed – artisti più impegnati nello spirito della propria espressione individuale che nei tropi di genere.

In merito a Eight Waves In Search Of An Ocean:
Lavorando con il produttore Sandro Perri, l’intenzione di Eight Waves In Search Of An Ocean era quella di perseguire un’ibridazione organica in cui sintetizzatori, sassofoni e violini si fondono in un tutt’uno. Nell’epica traccia d’apertura “Lighting On A Sunny Day”, toni oscillanti di sintetizzatore pulsano e si muovono insieme a violini e sassofono trattato. In “Clerk Of Oblivion”, il basso fretless conferisce una dolcezza funk alla rigidità del ritmo di una drum machine vintage. “I Need You More” chiude il disco su un’onda di grandeur dubby e decadente, con un massiccio assolo di flauto. Ognuna di queste otto canzoni è un mondo a sé, un panorama da esplorare. Sempre mutevole ma sempre familiare, Eight Waves In Search Of An Ocean prosegue l’esplorazione di quello che Colussi chiama “jazz rock poetico”, una forma musicale di sua invenzione che non è poesia, non è jazz e non è propriamente rock. Tuttavia, questo è jazz rock poetico fino al midollo.

Questo post è stato letto 89 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *