(ph. Luca Concas)
RAVENNA. “Ed io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavorino di un lavoro quale si conviene all’onestà,” insisteva Francesco, nella convinzione che la pratica di un mestiere sia un risorsa non solo economica ma interiore.
È proprio il mestiere al centro di OperaPaese Working Class per Ravenna del compositore Giorgio Battistelli, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia. In prima e in collaborazione con CNA e Confartigianato, quest’audace operazione di teatro musicale per Ravenna Festival – al Teatro Alighieri venerdì 3 luglio alle 21 – rende protagonisti artigiani del territorio con quel loro mondo di utensili, gesti e suoni a rischio d’estinzione. Con la direzione di Battistelli gli artigiani si mettono…all’opera, dividendo il palco con i musicisti – l’Icarus Ensemble e la Banda Musicale Cittadina di Ravenna guidata da Mauro Vergimigli – in un gioco d’incastri timbrici e ritmici che esaltano gesti forgiati da un’antica tradizione, mentre Guido Barbieri firma e dà voce a brevi narrazioni scaturite dai dialoghi con i partecipanti alla creazione collettiva, diventando così voce pubblica di storie private. I gesti degli artigiani non saranno né coreografici né astratti: ogni movimento, ogni suono che produrranno, sarà finalizzato alla realizzazione dell’oggetto del loro lavoro. Per creare, come l’ha definito Battistelli, un “mosaico di esperienze”, una drammaturgia di movimenti antichi e saperi tramandati dai genitori ai figli, dai maestri agli allievi.
Nel 1981 andava in scena a Roma Experimentum Mundi, in cuiGiorgio Battistelli combinava quattro voci femminili, un percussionista e un attore ai suoni di sedici artigiani di Albano Laziale. Riconosciuto nel mondo come grande autore di progetti di teatro sperimentale diventati emblematici nell’ambito della teatralizzazione del suono e della teatralità del gesto esecutivo, Battistelli ha creato un caposaldo del teatro musicale strumentale che ad oggi conta oltre 400 rappresentazioni in Europa, Asia, Oceania e Nord America. Quel progetto rappresenta la base per la nuova OperaPaese.
“OperaPaese si allontana da Experimentum Mundi – sottolinea Giorgio Battistelli – che è un’opera chiusa, compiuta, con un arco drammaturgico ben definito e tempi prestabiliti, pur scritta secondo il principio della ‘alea organica’ di Boulez. OperaPaese è un’opera concettuale, dove affronto un problema formale nuovo per me: la prossimità. Non si tratta di coinvolgimento, ma di attivare una dimensione creativa già esistente nella realtà, organizzandola attraverso una struttura concettuale precisa. È una struttura che sollecita connessioni nel contesto sociale dove viene rappresentata. Lo abbiamo fatto sugli Appennini, con trenta persone tra operai e musicisti, e con indicazioni precise legate ai materiali – pietra, legno, cuoio, ferro, tele. Ritroveremo gli stessi concetti a Ravenna, dove l’organico arriva a cento persone: non cambiano i materiali, cambiano le finalità di ogni lavoro. OperaPaese ha una drammaturgia vivente, che rivive in ogni contesto in cui viene applicata.”
“Il mio compito – spiega invece Guido Barbieri – è quello di raccontare le storie individuali delle donne e degli uomini che formano l’ordito e la trama di questo universo di lavoro a volte sommerso e quasi invisibile. Raccogliendo le testimonianze degli artigiani e delle artigiane che saliranno sul palco del Teatro Alighieri ho compiuto io stesso alcune scoperte del tutto inattese. Ho compreso, ad esempio, che esiste ancora un fecondo legame con la tradizione autoctona dei mestieri tipici della città, dall’arte del mosaico a quella della piadina”. Al centro simbolico di OperaPaese c’è anche una figura archetipica delle comunità rurali: la cosiddetta “vecchia del paese” che interpreta la memoria, la saggezza, l’identità del luogo. In questo caso ad interpretare questo “personaggio” è Mila Croci, lavoratrice instancabile che a 54 anni scopre il fascino del sassofono: inizia a studiarlo, impara a leggere la musica e si unisce a molte delle bande del territorio. E continua a suonarlo in banda fino ai novant’anni. Oggi ne ha novantadue: saranno lei e il suo sassofono a raccontare la storia del “paese” di Ravenna.
Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
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