
Le riflessioni di una collega
di Fabrizio Rappini
PREMESSA
La domanda è di quelle importanti, perché sono/siamo in tanti a chiedersi/ci effettivamente “a cosa servono i giornalisti”. Per quanto mi riguarda, e chi legge questa mia rubrica mi è testimone, servono a informare i cittadini e, soprattutto, a stare dalla loro parte. A volte posso sembrare troppo severo quando esprimo una critica nei confronti della stampa, compresa quella locale. Ma, voglio ricordare che le critiche, quando non sono offensive, non sono condanne. Sono uno stimolo a poter far meglio il proprio lavoro, magari a volte consultandoti con chi ti critica e provare a fare un dibattito civile. Se qualcuno si sente offeso sulle critiche che spesso muovo alla stampa locale, sono pronto a chiedere scusa, ma mi piacerebbe che altrettanto facessero i colleghi nei confronti dei loro lettori, magari per una notizia non data o peggio, tenuta nascosta. Da sempre sostengo, attraverso questa rubrica, che il Giornalismo (si quello con la G maiuscola) deve/dovrebbe essere il cane da guardia del potere. E allora, ieri, ho provato un immenso piacere quando ho letto la magnifica riflessione di Valentina Landucci una collega del quotidiano Il Tirreno. Ancora più soddisfatto di averla letta sulla pagina Facebook della Fnsi, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato dei Giornalisti del quale mi onoro di essere iscritto dal lontano 1990 e di aver avuto incarichi nella Associazione Stampa Emilia-Romagna che per due mandati mi ha visto membro del direttivo regionale. Ancora oggi, anche se in forma minore, sono impegnato nel sindacato, l’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati, organismo della Fnsi, nelle vesti di segretario regionale. Ecco, tutto questo, per ribadire che la riflessione della collega Landucci mi trova d’accordo perché, in fondo, anche se in maniera meno elegante, è quello che sostengo ogni giorno. E allora ben venga la domanda: “A cosa servono i giornalisti?”.
LA RIFLESSIONE DI VALENTINA LANDUCCI
SULLA PAGINA FACEBOOK DELLA FNSI
“Ho provato a chiedere all’intelligenza artificiale a cosa servono i giornalisti e la risposta è stata che servono a informare i cittadini in modo veritiero, permettendo alle persone di capire il mondo e prendere decisioni libere. Poi ho chiesto a cosa servono i meccanici e la risposta è stata che servono a mantenere veicoli sicuri e efficienti e sono fondamentali per la sicurezza stradale.
Voi li pagate i meccanici? E i giornali?
Il lavoro che fa il giornalista e quello che fa il meccanico appartengono a mondi diversi, pur essendo entrambi fondamentali. Per esempio, il lavoro del giornalista è inserito nella Costituzione della Repubblica italiana.
Allora è più importante il giornalista del meccanico? No, non è questo il punto: è più importante quello che il giornalista può fare con e per i cittadini, cioè informare, raccontare i fatti dopo averli verificati, andare nei posti, vedere le cose, parlare con le persone, studiare le carte, seguire gli eventi, esserci nella vita di una comunità e nella vita delle singole persone.
Ci vuole tempo, ci vuole professionalità, competenza e conoscenze sempre aggiornate, perché è vero che il giornalista aiuta a capire il mondo, ma deve anche contribuire a cercare di farlo funzionare meglio.
Pochi giorni fa una mamma mi ha telefonato: cinque anni fa la scuola frequentata da suo figlio doveva chiudere. Niente iscritti o quanto meno troppo pochi. Troppi costi. E invece oggi quella scuola è sempre lì.
Il giornalismo serve perché tutela un valore, il cittadino.
Il giornalismo vale perché noi, voi, cittadini, valiamo”.
Valentina Landucci, giornalista Il Tirreno
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